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Core Protocols,  Group Coaching,  Libri

Come mi sento? Il CheckIn

“Impegnati pubblicamente ad adottare un comportamento
razionale e rivela i tuoi sentimenti al lavoro.”

(Software for your Head)

check_in

“Faccio CheckIn contenta di cominciare a scrivere questo post, e impaurita, perché ho paura di non riuscire a raccontare in modo chiaro i Core Protocol ai lettori di Alzaia. E ci sono.”

Ecco, l’ho fatto. Ho messo in pratica il primo dei Core Protocol, il protocollo del CheckIn, che – come si intuisce dal nome – serve a registrare la presenza.
Poche frasi (a essere bravi ne basterebbe una sola) per definire il mio stato, e soprattutto per dire che sono qui. Ci sono, e mi sto mettendo in gioco.
Posso esprimere come mi sento attraverso 4 emozioni fondamentali: contentezza, tristezza, rabbia e paura.
Perché solo 4? Be’, intanto, perché stiamo adottando un protocollo, dobbiamo pur mettere qualche limite 
In realtà, dopo anni di esperimenti e tentativi, è stato dimostrato che tutte le emozioni possono essere espresse con un grado di approssimazione accettabile, con i termini arrabbiato, triste, contento e preoccupato. Questa limitazione, di fatto, elimina l’ambiguità sulla definizione degli stati emotivi, alimenta la comprensione reciproca… e poi si ricorda facilmente!
Come si risponde al CheckIn secondo il protocollo? Semplice. Dicendo: “Ciao” o “Benvenuta”. Nessuna rassicurazione sul fatto che mi sto spiegando benissimo, nessuna critica e neanche nessuna domanda ulteriore sul perché mi senta così. Semplice registrazione – presa di coscienza – del mio stato e della mia presenza all’interno del gruppo.
Di fatto, quindi, il protocollo di CheckIn fornisce due principali componenti per instaurare e sviluppare collaborazioni ad alto rendimento: una procedura di arruolamento (“Faccio CheckIn” e “Ci sono”), e un processo di connettività interpersonale (“mi sento”…).
Chiunque, all’interno di un team che utilizza i Core Protocol, può fare CheckIn ogni volta che ne sente l’esigenza. Questo aumenta la consapevolezza di sé dei membri, e di conseguenza rende più efficienti le relazioni con gli altri.
In pratica, mi sento più leggera, perché posso dire a tutti come mi sento, in un linguaggio che abbiamo concordato insieme, e che quindi non mi fa apparire più vulnerabile, e do agli altri uno strumento chiaro e preciso per capire come sto e perché mi comporto in un certo modo.

E voi, come vi sentite?

Giulia Mandrioli

 

Se volete provare a utilizzare il CheckIn o approfondire il tema di questo post, David Papini vi aspetta per una sessione gratuita su Skype (alzaiacoach) giovedì prossimo (27.11.2014) dalle 18.30 alle 19.30.


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